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Un tritura-legno per risolvere i problemi del ghepardo


Un  tritura-legno per salvare i ghepardi, i felini piu’ a rischio in Africa.

Laurie Marker taglia i rovi spinosi invasivi e converte gli allevatori dai semplici cani pastore ai cani da guardia per proteggere i ghepardi.

L’impegno di Laurie Markera a tutela dei ghepardi in Namibia comprende anche lo smaltimento di rovi invasivi spinosi a crescita rapida, che feriscono i felini. Ma questi rovi vengono trasformati in combustibili a biomassa, che possono essere utilizzati per produrre elettricità.

Suzi Eszterhas/Getty Images/File

di Yvonne Zipp, / Corrispondente / 14 febbraio 2011

Indianapolis. Ci vuole una mente speciale per portare un tritura-legno nel deserto. Ma nei suoi 37 anni di lotta per la salvezza del felino piu’ a rischio dell’Africa, il ghepardo,  Laurie Marker ormai è abituata a prendere decisioni inusuali.

“Veramente ne ho due,” afferma a proposito dei tritura-legno durante un’intervista ad Indianapolis, dove  lo scorso autunno è arrivata finalista nel Pemio Indianapolis, la maggiore onoreficenza conferita nel mondo per la conservazione degli animali.

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I tritura-legno fanno parte della sua campagna per la conservazione – ammirevole per il suo pragmatismo concreto e per le sue soluzioni innovative, che vanno a vantaggio delle popolazioni locali e dei ghepardi.

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I ghepardi, che arrivano a correre ad una velocità di 110 km/ora, vengono spesso accecati dai folti rovi  spinosi che stanno invadendo tutto il territorio della Namibia, e che creano problemi agli allevatori oltre che ai ghepardi. Non essendo piu’ in grado di cacciare animali selvatici, spesso i ghepardi feriti attaccano le greggi, e a loro volta vengono catturati dalle trappole degli allevatori.

La soluzione di Marker: Trituriamo il legno!

I rovi invasivi, raccolti e triturati, vegono compressi in ecotronchetti che vengono venduti in Sudafrica ed Europa come combustibile. Gli studi effettuati dimostrano che sia i ghepardi che i leopardi ora stanno ritornando nelle aree ripulite. Marker sta contemplando l’idea di trasformare i rovi in biomassa, che sarebbe utile per produrre elettricità. Piu’ della metà della popolazione namibiana è ancora priva di servizi elettrici.

“Le strade sono ingombre di nobili cause che non hanno avuto effetti” afferma Gregg Hudson, direttore esecutivo del Dallas Zoo e del  Children’s Aquarium di  Fair Park Dallas, che è stato nel consiglio di amministrazione del  CCF dal  2001 al  2006. “Laurie – questo è uno dei motivi per cui ho apprezzato la collaborazione con lei  – inquadra tutti gli aspetti di un problema”.

“Il ghepardo è la sua passione . Ma lei non si attiene ad un  semplice ruolo tradizionale. ” Vanno salvati perchè è la cosa giusta da fare”. Lei si è immersa nella cultura del ghepardo, ma cerca di trovare soluzioni vantaggiose per tutti. Questo, per me, è un fatto innovativo.”

Un altro esempio di approccio “win-win” (a beneficio di tutti: N.d.T.) è costituito dal programma dei cani da guardia del CCF.  Marker si è messa a tavolino con gli allevatori e ha scoperto che utilizzavano piccoli cani da pastore invece di cani da guardia, perdendo cosi’ molti capi quando questi  venivano aggrediti dai ghepardi. Il CCF ha istituito un programma che mette a disposizione degli allevatori  i possenti cani del Kangal turchi, che si affezionano al gregge e tengono lontani i ghepardi.

Risultato: 80 per cento di calo delle perdite di bestiame,  una lunga lista d’attesa per i cani di Kangal,  e meno ghepardi uccisi dagli uomini.

“Laurie  ha una delle migliori connessioni tra l’emisfero destro e quello sinistro che io io abbia mai conosciuto” afferma Michael Crowther, direttore dello Zoo di  Indianapolis, e colui che conferisce il premio.La definisce una “scienziata brillante” che ha collaborato alla scoperta delle caratteristiche genetiche del ghepardo. (continua)

Traduzione di Betty von Hoenning

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IN PICTURES: Endangered animals



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