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Laurie Marker: Qualche anticipazione sulla prossima riunione della CITES. I ghepardi all’ordine del giorno.


Come bloccare il commercio illegale di ghepardi Posted: 03/01/2013 1:26 pm

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Tutti amano i ghepardi. Sono predatori eleganti, bellissimi, pieni di grazia. La gente resta affascinata da questi animali, per cui a volte alcuni desiderano possederne uno. Per migliaia di anni, imperatori, re, faraoni hanno tenuto  i ghepardi presso di loro, come animali da compagnia. Si dice che Achbar, che regnava nel 16.secolo in India, abbia posseduto nel corso del suo regno di 49 anni, piu’ di 9000 ghepardi a Corte.

Le cose spesso non cambiano. Oggi, su giornali o su Facebook, o sui video di YouTube, vediamo spesso un ricco erede o un potente magnate che posa con un ghepardo al suo fianco, magari seduto accanto a lui nella sua auto di lusso. Altre immagini ci mostrano proprietari di ghepardi che orgogliosamente vanno a caccia nel deserto con il proprio ghepardo domestico. Per loro, possedere un ghepardo corrisponde ad uno status symbol – proprio come ai tempi di Achbar.

Molti proprietari di ghepardi credono che il proprio ghepardo si sia riprodotto in cattività, e che sia stato venduto legalmente. Tuttavia, non è vero nella maggior parte dei casi. I ghepardi difficilmente si riproducono con successo in cattività, e la domanda di ghepardi supera ampiamente l’offerta di chi li fa riprodurre. E’ in aumento la tendenza a fornire ghepardi cuccioli ottenendoli dal commercio illecito di coloro che sottraggono i cuccioli allo stato brado, spesso uccidendone la madre.

Mi chiedo come reagirebbero i proprietari di un cucciolo, che evidentemente amano i ghepardi, se sapessero con quanta crudeltà essi ottengono il loro cuccioli. I contrabbandieri non alimentano i cuccioli, nè danno loro acqua, nè li fanno viaggiare in maniera adeguata mentre li trasportano verso i mercati illegali di animali da compagnia.In alcuni paesi africani, dove vengono catturati i cuccioli di ghepardo, la popolazione di ghepardi è molto ridotta, cosicchè la perdita di un solo animale puo’ essere devastante. Lo scorso anno, il Pianeta ha perso 104 ghepardi solo nel commercio illegale di animali, e questi costituiscono solo quelli denunciati al  Cheetah Conservation Fund (CCF).

Abbiamo avviato il monitoraggio del traffico illecito  di ghepardi nel 2005, quando abbiamo ricevuto una chiamata frenetica da un ufficiale della  Marina degli Stati Uniti che ci chiedeva di aiutarlo a salvare due cuccioli di ghepardo legati ad una corda fuori da un ristorante in Ethiopia. I cuccioli venivano fatti combattere l’uno contro l’altro per una manciata di spiccioli. Immediatamente ci siamo messi al lavoro, contattando tutti coloro che fossero in grado di aiutarci, e successivamente, i due cuccioli furono trasportati in aereo ad Addis Abeba, la capitale, dove ricevettero le cure dei veterinari. Un cucciolo aveva perduto un occhio, ed entrambi erano molto malnutriti. Morirono entrambi, dopo poco. Si chiamavano Scout e Patch, e le loro brevi vite non sono state sacrificate invano, poichè l’attenzione internazionale si concentrò sul caso di questi due ghepardi cuccioli. e per noi fu possibile avviare le azioni atte a combattere questo reato devastante contro la conservazione.

Da allora, siamo riusciti ad agevolare sempre piu’ i sequestri registrando puntualmente i casi che ci venivano denunciati. Siamo stati tra i membri fondatori della  Coalition Against Wildlife Trafficking, e tramite le reti di alleanze siamo stati in grado di fornire dati preziosi che ci hanno dato la possibilità di far includere il traffico illecito di ghepardi, per la prima volta, nell’ordine del giorno della prossima riunione della  CITES Conference of the Parties 16 di Bangkok, Tailanda, che avrà luogo questo mese.

Il documento presentato dalle   CITES Parties di Kenya, Uganda ed Etiopia, chiedono la consultazione ad ampio raggio per uno studio dettagliato autorizzato dalla  CITES, sul traffico illecito de lecito di ghepardi, e per l’assistenza in tutti i territori di ghepardi. Questo documento costituisce la prima dichiarazione in seno ad un Foro internazionale sul grave problema del traffico ilegale di ghepardi. I risultati cruciali di questo studio potranno costituire una base concreta per definire le misure pratiche per affrontare il problema.

Il traffico di flora e fauna selvatica ha richiamato grande attenzione negli ultimi mesi. Sono sconvolta, come tutti del resto, dalle immagini che sono state rese note ultimamente sugli inutili  massacri di massa recenti di animali selvatici. Recenti azioni degli   U.S.A. e di altri governi per richiamare l’attenzione su tali fatti sono motivo di speranza. Il divieto di  importare ghepardi  per usi personali e commerciali da parte degli Emirati Arabi Uniti costituisce un primo, eccellente passo che dovrà essere seguito da altre nazioni. Noi speriamo che ponendo il problema dei ghepardi all’ordine del giorno della CITES, il mondo sarà richiamato a considerare il commercio illegale di animali come parte del problema piu’ ampio degli animali e delle piante selvatiche, che ha conseguenze devastanti sui ghepardi, se verrà tralasciato. Noi speriamo che creando sensibilizzazione e un migliore controllo, il futuro del ghepardo, che è già cosi’ incerto, potrà fare intravvedere qualche speranza.

Segui la  Dr. Laurie Marker su Twitter: www.twitter.com/chewbaaka

 



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