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Un incendio al CCF – A Big Fire At CCF


SABATO 19 OTTOBRE 2013

PHOENIX – LA FENICE di Patricia Tricorache, CCF 

La mattina mi sveglio sempre con un grugnito, e nessun programma per la giornata…o piuttosto, il mio solo programma è quello di fare al meglio cio’ che faccio, e per essere al top, devo prima bere il mio caffé facendo le parole incrociate del New York Times per rimettere in funzione il mio cervello.

Mercoledi’ non era iniziato diversamente. Mi sono svegliata, mi sono diretta nella cucina di Laurie e Bruce, da ospite permanente degli ultimi due mesi, visto che continuo a rimandare la mia partenza dal CCF. Il caffè era particolarmente buono, mentre le parole incrociate particolarmente seccanti. Ho deciso che a quel punto potevo dare il meglio di me lasciandole perdere e dedicandomi ai miei compiti.

Per la prima volta da molte settimane, intorno a me tutto era silenzioso, e sono stata in grado di sedermi concentrandomi sul progetto che ho cercato di portare a termine da molto tempo. Mi sembrava di veleggiare con una morbida brezza su un oceano pieno di parole meravigliose e idee favolose.

Improvvisamente, il leggero venticello della mia immaginazione divento’ una violenta folata di vento, e poi di tuono. Bang! Un’esplosione in casa. I lampi illuminavano il cielo pomeridiano ancora luminoso. Qualcosa provocò l’interruzione delle linee telefoniche. Ho preso il mio cellulare e ho chiamato Brian, il nostro Capo Operativo. “ Sss…crac…rrr…E’ INCENDIATO!” Non sentii le prime parole, ma le ultime arrivarono forti e chiare, e mai avrei pensato che le avrei sentite nella mia vita. Il problema dei telefoni passo’ in secondo piano. Riattaccai con un debole “OK”, e mi precipitai nel recinto dove vivono i nostri ghepardi ambasciatori, di fronte al Memorial Garden di Chewbaaka.

Vidi alcuni colleghi entrare all’interno dei recinti alla mia sinistra – camminando piu’ velocemente del solito. Stavano recuperando i ghepardi? Si’, scoprii che li stavano evacuando dal Centro, che è il nucleo della nostra attività. Poi, una raffica di vento porto’ con sé un acre odore fino alle mie narici. Fumo. Quello brutto. Guardai verso l’alto e un incubo si presento’ ai miei occhi: alte fiamme, gialle, blu, arancioni crepitavano lungo la cima del nostro Centro Visitatori. Il meraviglioso tetto in paglia che costituisce il punto di riferimento per i visitatori che entrano al Centro stava bruciando. Qualcuno portava un cucciolo di Pastore dell’Anatolia che avevamo recentemente castrato fuori dalla Clinica. Capii che stavano mettendo in salvo gli animali.

Incendio al CCF 1

Le fiamme iniziano a lambire il tetto (Foto di Zoltan Szabo)

Le fiamme divampavano lentamente, o perlomeno cosi’ pensavo. Era quasi una visione romantica, vederle accarezzare il tetto mentre lo stavano lentamente divorando. Per uno strano caso, mi venne in mente una scena del film Alien, un mostro innamorato, ma pur sempre un mostro. Il mio proposito del mattino mi venne in mente mentre guardavo un collega, Chavoux, che a piedi nudi si arrampicava sul tetto, estintore alla mano, deciso a combattere il Mostro. Non fui l’unica ad apostrofarlo con parole poco gentili, nella speranza che scendesse da li’. Poi mi girai verso le persone che correvano avanti e indietro cercando di salvare il salvabile. Avrei fatto il possibile per aiutare. (continua)



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