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Ecco il testo dell’articolo della dr. Laurie Marker su Huffington Post!


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Il Consiglio Federale Nazionale (FNC) degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha approvato un disegno di legge che determina il divieto di possedere ghepardi o altri animali esotici  domestici. Secondo un articolo pubbcato lo scorso luglio su  Gulf News , il FNC, che funziona in modo simile al Congresso degli Stati Uniti, sta attualmente rivedendo ulteriormente il disegno di legge, che oltre a regolamentare il commercio di animali da compagnia esotici e selvatici, afferma che i privati privi di licenza, in possesso di questi animali, dovranno consegnarli alle autorità competenti. Avendo collaborato con gli Emirati per aiutarli nella cura di ghepardi tenuti in cattività da privati, accogliamo con molto favore questa iniziativa. Sorge anche l’interrogativo: che ne sarà dei ghepardi tenuti attualmente in cattività negli Emirati? 

INSTAGRAM/HUMAIDALBUQAISH

Anche se i ghepardi non sono aggressivi né pericolosi per l’Uomo come altri grandi felini, si tratta di animali selvatici, inadatti ad essere domestici. Hanno bisogno di spazio per correre e fisicamente deperiscono se non possono fare esercizio, e se non sono nutriti correttamente. I ghepardi hanno necessità nutrizionali diverse da quelle degli animali domestici, che si sono evoluti nella condivisione della propria vita insieme all’Uomo. I ghepardi non si accontentano di sola carne in termini nutrizionali. La  ricerca del 2014, condotta dal CCF in collaborazione con scienziati del Central Veterinary Research Laboratory  di Dubai, dell’ Institute of Animal Nutrition di Zurigo e del  Center for Applied Biotechnology and Molecular Medicine di Zurigo, ha evidenziato che le carenze nutrizionali dovute ad alimentazione inadeguata ai ghepardi ed ad altri grandi felini possono condurre a problemi neurologici. Una dieta composta esclusivamente di carne di pollo o di carne rossa, e priva di un supplemento bilanciato in vitamine, minerali e calcio determina problemi neurologici compresi problemi alla vista, alla deambulazione e a gravi problemi di lungo termine, che infine sfociano anche nella morte.

Parte del nostro lavoro con gli Emirati consiste nell’educazione dei proprietari ad una corretta alimentazione adeguata. Mentre tenere ghepardi in cattività non è certamente auspicabile né per l’animale né per il proprietario, è tuttavia sempre importante che si cerchi di insegnare una corretta alimentazione, uno stile di vita sano ed una progettazione delle strutture dove vivono. A nessuno piace sapere che un ghepardo è morto, sia in cattività che selvatico, visto che le popolazioni sono cosi’ ridotte.

Il commercio clandestino di animali da compagnia consiste nel catturare i cuccioli di ghepardo selvatici ed esportarli fino all’acquirente. La pratica della cattura ed esportazione dei cuccioli ha un impatto importante sulle popolazioni già drasticamente decimate.  Il ghepardo asiatico, già gravemente a rischio estinzione, che percorreva gli areali di 15 paesi dell’Asia Meridionale, comprese alcune zone della Penisola Arabica, è ormai ridotto ad un’ unica minima popolazione di meno di 100 individui. In Africa, la maggiore popolazione di ghepardi selvatici si trova nelle regioni australi, con appena poco piu’ di 4000 individui. Le popolazioni di ghepardi dell’Africa settentrionale, centrale ed occidentale sono ridotte a meno di 500 capi. In Africa orientale, meno di 2000 capi, di cui la maggior parte in Kenya, Tanzania ed Etiopia, vivono in piccole popolazioni frammentarie, e non collegate tra loro. E’ dal Corno d’Africa, regione dell’Africa orientale, che provengono i ghepardi sottratti alla natura che commercializzati illegalmente, non sopravvivono se non in pochissimi al viaggio verso gli acquirenti. Cio’ significa non solo che la popolazione di ghepardi viene ridotta drasticamente, ma che per portare sul mercato un solo individuo, se ne sacrificano almeno 5 durante il transito.

© CCF

Se questa nuova legge verrà varata negli Emirati Arabi Uniti, possiamo prevedere una riduzione delle importazioni e negli acquisti illegali di ghepardi. Noi auspichiamo che molti ghepardi in cattività verranno indirizzati a strutture adeguate e riceveranno le cure che meritano. Quanti siano i ghepardi recuperati, è ancora incerto. Siamo ansiosi di ottenere informazioni per ognuno dei ghepardi liberati cosicchè potremo classificarli nell’  International Cheetah Studbook, un registro di tutti i ghepardi in cattività gestito da me per il  World Association of Zoos and Aquariums (WAZA) fin dalla sua prima compilazione del 1988. Nel 2014, durante un viaggio negli Emirati, abbiamo collaborato alla formazione di veterinari e ricercatori per la raccolta di campioni di sangue, tessuti e sperma da conservare nelle banche dati. Questi campioni ci forniranno il DNA estratto dai campioni di sangue del ghepardo per determinare la sottospecie dell’animale. I campioni di sperma vengono depositati (congelati in azoto liquido) nelle cosiddette GRB, le banche delle risorse di genoma. I campioni in futuro saranno utili per incrementare e mantenere geni sani nelle popolazioni selvatiche ed in cattività.

Dati i cambiamenti comportamentali causati dalla convivenza con gli esseri umani, e talora a causa di problemi di salute che necessitano di cure di lungo termine, il rilascio in natura nella maggior parte dei casi non è possibile. Ne consegue che quando sequestrati negli Emirati, i ghepardi verranno inviati a zoo, centri di riabilitazione o in strutture private autorizzate. Con l’entrata in vigore della nuova legge, in attesa della firma da parte del Presidente Sua Altezza Serenissima Shaikh Khalifa Bin Zayed Al Nahyan, gli Emirati Arabi Uniti dovranno reperire gli alloggiamenti per un grande numero potenziale di ghepardi nel paese. I ricercatori del CCF saranno ben felici di collaborare con le agenzie degli EAU per fornire tutta l’assistenza del caso, per assicurare agli animali salute e accoglienza adeguate.

Laurie Marker, Fondatore e Direttore del Cheetah Conservation Fund

(traduzione di B.von Hoenning)

 




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