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Una notizia triste: Zinzi e Samantha ci hanno lasciati…


 

di Eli Walker, Kate Vannelli

CCF BLOG

08.28.2016

Tutti noi che lavoriamo al CCF siamo molto rattristati dalla morte di due ghepardi molto cari al nostro cuore.  Zinzi, una femmina che è stata reintrodotta in natura ha allevato con successo i suoi piccoli nati allo stato brado,  seguita dai sostenitori del CCF nel corso dell’anno scorso, è morta in natura.  Samantha (cliccare per passare a  Samantha), una femmina nata in cattività che era stata recuperata da cucciola e che tanti sostenitori avevano adottato, è stata addormentata per le gravi condizioni di salute: non c’era possibilità di miglioramento. Leggete le loro storie qui sotto, scritte dal nostro personale che si è preso cura di  entrambe.

Zinzi

di Eli Walker

Anche se il CCF opera anche come rifugio di ghepardi, mantenere in cattività i ghepardi non è mai stato, nè mai sarà, il nostro obbiettivo. Nella misura del possibile, facciamo del nostro meglio per restituire i ghepardi alla natura, là dove è il loro posto. Questa procedura, tuttavia, è incredibilmente difficoltosa, e la stragrande maggioranza dei nostri ghepardi non sono adatti al rilascio in natura.

Il ghepardo selvatico, e soprattutto la femmina, ha vita molto dura.  Dal momento in cui lascia la madre e i suoi fratelli (sia maschi che femmine) vive per proprio conto. L’unico momento in cui ha contatti con altri ghepardi, è il momento brevissimo (un paio di giorni) in cui si accoppia o quando ha i cuccioli (mediamente, circa 18 mesi). Mentre si accoppia, mangiare o cacciare è impossibile, mentre quando ha i cuccioli, ha in media dalle quattro alle sei bocche da sfamare oltre a se stessa, e non riceve alcun aiuto dai suoi congeneri. Una volta che i cuccioli hanno raggiunto l’anno di età, iniziano ad assistere alla caccia, ma il piu’ delle volte sono piu’ un impedimento che un aiuto, in quanto spesso i loro atteggiamenti giocherelloni rovinano la caccia. I cuccioli migliorano le proprie capacità man mano che imparano dalla madre, ma nel momento in cui hanno affinato le loro tecniche, è il momento di abbandonare la mamma per iniziare da soli la propria vita, e per le femmine si ricomincia da capo. Per questo motivo si puo’ affermare che la femmina di ghepardo dipende quasi al 100% da se stessa, e per molti mesi della sua vita, ci sono i cuccioli che dipendono essi stessi da lei al 100%. Questo è il motivo per cui diciamo che le femmine di ghepardo sono Supermamme, e se si ha la possibilità di assistere di persona a questo processo, senza dubbio si deve convenire che è vero.

Nel 2011, il CCF ha recuperato un cucciolo  femmina di circa un anno.  Era stata catturata da sola, senza madre, nè fratelli, e trasportata al CCF. Essendo cosi’ giovane, fu chiaro fin da subito che poteva essere una buona candidata per il rilascio dopo pochi anni. Nel giugno del 2014, Zinzi è stata rimessa in libertà insieme ad un’altra femmina, Debra. Appena la cassa fu aperta, Zinzi si è data alla fuga in un lampo, e per sei mesi è letteralmente scomparsa. Fin dal primo giorno, Zinzi ha mostrato il suo spirito indipendente, e anche se non l’avevamo piu’ avvistata, sapevamo che stava bene dai segnali del collare satellitare che arrivavano piu’ volte al giorno. In  tal modo abbiamo controllato i resti delle prede che  aveva abbandonato. Poi, piu’ di un anno dopo che era stata liberata, Zinzi ha deciso di farsi vedere per la prima volta, e da quel momento in poi ha tollerato la nostra presenza ogni volta che andavamo a cercarla.

Nel marzo 2015, Zinzi ha messo al mondo la sua prima cucciolata. Sfortunatamente, solo tre mesi dopo  ha perso tutti i cuccioli, a causa di un leopardo, come evidenziavano le tracce che abbiamo trovato. E’ triste, ma le primipare spesso perdono i cuccioli a causa   di altri predatori. Nel settembre del 2015, Zinzi ha nuovamente messo al mondo un’altra cucciolata (riproducendosi poche settimane dopo la perdita dei cuccioli). Questa volta si è dimostrata un’ ottima madre, e noi del CCF abbaimo avuto il privilegio di poter assistere all’ educazione dei piccoli che imparavano ad essere ghepardi selvatici. L’abilità di Zinzi come madre è stata dimostrata piu’ e piu’ volte, e ci ha dimostrato che anche se era stata allevata in cattività, era in grado di vivere da ghepardo selvaggio. Piu’ volte ci ha sorpresi con i suoi successi che hanno contribuito ad affinare e confermare i protocolli dei nostri reinserimenti.

Il  13 agosto  2016, abbiamo dovuto dire addio a  Zinzi. Una sera, mentre si spostava con i suoi cuccioli, Zinzi ha incontrato un leopardo. Non sappiamo esattamente che cosa sia successo, ma a quanto pare il leopardo è riuscito a catturare ed uccidere Zinzi mentre difendeva i suoi cuccioli. Con il suo ultimo atto, Zinzi ha provato una volta di piu’ che è una supermamma, in quanto il giorno dopo abbiamo potuto verificare che i cuccioli erano salvi. Abbiamo immediatamente attivato un piano per catturare i tre cuccioli. A 11 mesi, non sarebbero in grado di sopravvivere, se lasciati a se stessi, ma come abbiamo fatto per la mamma, programmeremo il loro rilascio appena saranno abbastanza grandi da potersela cavare da soli. Anche se tutti noi siamo terribilmente addolorati dalla scomparsa di Zinzi, sappiamo che il suo lascito vive nei suoi tre cuccioli che ha allevato cosi’ bene. Il rilascio di Zinzi ha segnato un grande successo, e anche se la sua vita è terminata cosi’ prematuramente, la causa è stata naturale, e sarebbe potuta succedere a qualsiasi ghepardo  selvatico.

Samantha

di Kate Vannelli

Samantha è stata accolta al CCF nel 2003, insieme ai suoi due fratelli, un maschio e una femmina. Erano tenuti in cattività come attrazione per i turisti, e non erano stati alimentati correttamente, cosicchè avevano delle deformità ossee. A causa di mancanza di calcio, Samantha camminava appena, quando è arrivata al CCF. Anche se aveva un danno pelvico, è guarita grazie alle cure alimentari, pur rimanendo molto piccola di statura.

Samantha è stata un’ eccellente  lottatrice. Pur avendo le zampe corte, era sempre in prima linea all’inseguimento  del camioncino del pranzo, e faceva a gara con le sue compagne per ottenere il suo boccone di carne. Questo atteggiamento focoso si notava soprattutto mentre la si vedeva correre accanto al camioncino, perchè Samantha correva parallela alla vettura, fissando le gomme e ringhiando quasi a mostrare la sua supremazia.   Questa forte e piccola femmina, con le sue gambe corte e l’impeto di dimostrare chi era, piaceva a tutti nell’istante in cui la si incontrava. Era particolarmente amata, proprio perchè appena arrivata poteva a malapena camminare. Delle femmine in pensione, era la piu’ esuberante, e soffiava e ringhiava verso il recinto, sorprendendo i visitatori con i suoi salti all’indietro.

Sfortunatamente, come spesso accade nei ghepardi piu’ anziani,   Samantha soffriva di insufficienza renale. Ha raggiunto i 14 anni di età, che è un bel traguardo per un ghepardo, e ha vissuto da lottatrice, affiancandosi con un forte legame alle sue compagne, loro tutte,  contro il mondo. I ghepardi in cattività soffrono spesso di insufficienza renale, che è molto comune. Invecchiando, i loro reni smettono di funzionare normalmente. Si tratta di un processo lento o veloce, e ci sono cure che tendono a stabilizzzare la loro condizione generale, somministrando tra l’altro fluidi per via sottocutanea. Tuttavia, se l’insufficienza è di tipo cronico, non si puo’ fare molto per invertire il processo. Questo è un effetto collaterale di una vita lunga, vissuta in cattività, e a volte ne sono vittime i ghepardi non liberi. Samantha ha ricevuto le cure opportune, con fluidi sottocutanei, fino a quando è stata in grado di vivere relativamente bene. Abbiamo seguito con attenzione la sua salute in rapido declino,  e quando si è reso evidente che era giunta la sua ora, abbiamo praticato l’eutanasia nel suo ampio  recinto, vicino alla fedele compagna Amani, e si è addormentata pacificamente.    

Anche se ci costa molto dovere accomiatarci dai nostri ghepardi piu’ anziani, ci conforta il pensiero che Samantha ha vissuto intensamente ed a lungo, e se non fosse stato per le cure del CCF, non avrebbe superato la giovinezza, per arrivare fino agli ultimi giorni di vita. Ci mancherà il tuo fuoco, Samantha, era una fiamma ardente. 

P.S. Il CCF ha molti altri ghepardi piu’ anziani, e sfortunatamente, dobbiamo a volte condividere con voi la loro scomparsa. Speriamo nella vostra comprensione, e nella certezza che tutti sono accuditi e seguiti nel modo migliore possibile.

Pensate a fare una donazione, cosi’ da permettere al CCF di continuare a curare i nostri ghepardi in cattività e in libertà. Grazie!

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