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Un po’ di scienza…per saperne di piu’.


L’AMILOIDOSI NEI GHEPARDI

I ghepardi in cattività presentano una forte incidenza di una patologia mortale, chiamata amiloidosi sistemica A (AA).
L’amiloide è una proteina che si forma nel flusso sanguigno in fase infiammatoria e si deposita negli organi di tutto il corpo. Queste proteine si accumulano nel tempo in organi quali il fegato, la milza, il cuore ed i reni, portando infine all’insufficienza dell’organo stesso. Nei ghepardi, i reni sono particolarmente colpiti, e tipicamente si arriva all’insufficienza renale negli animali in cattività.
Paradossalmente, i ghepardi selvatici sono praticamente esenti da questa patologia.
 Le scienziate Ashley Franklin , Adrienne Crosier dello Smithsonian Conservation Biology Institute , in collaborazione con lo Species Survival Plan per i ghepardi, la patologa Karen Terio, gli scienziati dell’Università del Maryland College Park, e le dr. Anne Schmidt-Küntzel e Laurie Marker del Cheetah Conservation Fund in Namibia, recentemente hanno analizzato l’amiloide sistemico A nei ghepardi per determinare quali effetti svolge la genetica nell’incidenza di questa patologia.
Gli scienziati hanno scoperto che esiste un’influenza genetica sul livello di siero amiloide A, ma che altri fattori hanno un’influenza molto maggiore. Non c’è collegamento inoltre tra la variante genetica trasportata e lo status della patologia, il che fa pensare che l’amiloidosi riscontrata nei ghepardi in cattività non sia ereditario, bensi’ piuttosto secondario all’infiammazione cronica.
La gastrite cronica a vari gradi è presente praticamente in tutti i ghepardi in cattività per motivi che ancora devono essere ancora ben compresi, anche se si ritiene che siano associati a fattori ambientali ed allo stress. In questa analisi, l’amiloidosi è stata rilevata comunemente in animali che presentano gastriti da moderate a gravi, il che ha portato gli scienziati a concluderne che l’alta incidenza di amiloidosi da amiloide sistemico A nei ghepardi in cattività è più probabilmente un risultato di infiammazione cronica e/o di altri fattori ambientali, e non causato dai geni.
Questi studi ci aiutano a comprendere le patologie che hanno un impatto unico e profondo sulla sopravvivenza dei ghepardi in cattività. Conoscendo meglio i fattori che provocano l’amiloidosi, possiamo gestire e curare meglio la malattia trovando modi per prevenirne l’incidenza, che colpisce molti dei nostri preziosi animali in cattività.

© Cheetah Conservation Fund
(Trad. Betty von Hoenning)


One Comment on “Un po’ di scienza…per saperne di piu’.”

  1. Benedetti questi scienziati e queste loro ricerche preziose che aiutano la sopravvivenza dei ghepardi!

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