Articoli Recenti

Un bel documentario su ZDF…in tedesco! Ma vale…

Guardatelo lo stesso al minuto 25 circa, e comunque si capisce di ciò’ che si parla….!

 

https://www.zdf.de/dokumentation/terra-x/kielings-wilde-welt-die-letzten-ihrer-art-100.html


Una studentessa discute la tesi triennale sui ghepardi –

 ELISA FIMIANI di Genova, ha conseguito la settimana scorsa la laurea triennale in Allevamento e Benessere Animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi Statale di Milano, e ci ha gentilmente scritto la lettera che trascriviamo:
Buonasera! seguo sempre la vostra pagina e per questo mi fa piacere informarvi che ieri ho discusso la mia tesi (presso la facoltà di Medicina Veterinaria) relativa alla conservazione del ghepardo.. In seguito alle mie esperienze in Sud Africa è nato un forte interesse per questa specie.. Ho analizzato i diversi programmi di conservazione in-situ ed ex-situ del ghepardo, le problematiche legate alla cattività e all’eventuale reintroduzione. Ho riportato anche il vostro progetto del CCF . Spero di aver fatto capire alle persone ieri presenti quanto sia importante conservare questa specie e tutti gli altri animali, e di aver quindi in qualche modo contribuito alla salvaguardia di questo straordinario animale..
 
Ho studiato alla Statale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria corso di laurea triennale in Allevamento e Benessere animale. 
  Ho svolto il tirocinio presso il Parco Faunistico La Torbiera dove sono presenti due esemplari femmine. Prossimamente invece vorrei tanto andare in Namibia al CCF.

ELISA FIMIANI, Milano

Non aggiungo nulla se non che siamo molto felici di questo risultato conseguito e invitiamo Elisa a continuare su questa strada. Abbiamo bisogno di giovani come lei!
ELISA FIMIANI

ELISA FIMIANI

Elisa Fimiani Indice della tesi E.Fimiani

 


Il nostro obiettivo: a quando la Corsa dei Ghepardi? di Betty von Hoenning

Cari Amici, abbiamo  tentato di organizzare una bella corsa dei ghepardi non competitiva e competitiva. Il risultato? Silenzio delle istituzioni. Sto ancora aspettando. Nel frattempo, i nostri amici della California l’hanno organizzata…e non ci vuole molto. Seguiremo il loro esempio. Senza aiuti. Sempre da soli, con i nostri Sostenitori. Tutto per la natura, i ghepardi, la nostra Terra, il Futuro.  Il CCF ItaliaMarisa Katnic CCF California


Ecco i 5 cuccioli appena salvati! Recuperati dal #CCF!#Cheetah Cubs#rescued by#CCF!

Un breve video di Laurie Marker che documenta il salvataggio dei 5 cuccioli di 4 mesi circa che sono stati recuperati dal personale, dopo che la madre, purtroppo, è stata uccisa forse da cacciatori.

Attualmente i cuccioli stanno bene, crescono bene e non hanno problemi di nessun tipo.

Molto probabilmente non sarà possibile rimetterli in libertà data l’età, ma è presto per dirlo…

Buona giornata a tutti!

Ecco i 5 cuccioli salvati dal CCF!

Ecco i 5 cuccioli salvati dal CCF!


Ecco il testo dell’articolo della dr. Laurie Marker su Huffington Post!

Version:1.0 StartHTML:0000000167 EndHTML:0000013511 StartFragment:0000000484 EndFragment:0000013495

Il Consiglio Federale Nazionale (FNC) degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha approvato un disegno di legge che determina il divieto di possedere ghepardi o altri animali esotici  domestici. Secondo un articolo pubbcato lo scorso luglio su  Gulf News , il FNC, che funziona in modo simile al Congresso degli Stati Uniti, sta attualmente rivedendo ulteriormente il disegno di legge, che oltre a regolamentare il commercio di animali da compagnia esotici e selvatici, afferma che i privati privi di licenza, in possesso di questi animali, dovranno consegnarli alle autorità competenti. Avendo collaborato con gli Emirati per aiutarli nella cura di ghepardi tenuti in cattività da privati, accogliamo con molto favore questa iniziativa. Sorge anche l’interrogativo: che ne sarà dei ghepardi tenuti attualmente in cattività negli Emirati? 

INSTAGRAM/HUMAIDALBUQAISH

Anche se i ghepardi non sono aggressivi né pericolosi per l’Uomo come altri grandi felini, si tratta di animali selvatici, inadatti ad essere domestici. Hanno bisogno di spazio per correre e fisicamente deperiscono se non possono fare esercizio, e se non sono nutriti correttamente. I ghepardi hanno necessità nutrizionali diverse da quelle degli animali domestici, che si sono evoluti nella condivisione della propria vita insieme all’Uomo. I ghepardi non si accontentano di sola carne in termini nutrizionali. La  ricerca del 2014, condotta dal CCF in collaborazione con scienziati del Central Veterinary Research Laboratory  di Dubai, dell’ Institute of Animal Nutrition di Zurigo e del  Center for Applied Biotechnology and Molecular Medicine di Zurigo, ha evidenziato che le carenze nutrizionali dovute ad alimentazione inadeguata ai ghepardi ed ad altri grandi felini possono condurre a problemi neurologici. Una dieta composta esclusivamente di carne di pollo o di carne rossa, e priva di un supplemento bilanciato in vitamine, minerali e calcio determina problemi neurologici compresi problemi alla vista, alla deambulazione e a gravi problemi di lungo termine, che infine sfociano anche nella morte.

Parte del nostro lavoro con gli Emirati consiste nell’educazione dei proprietari ad una corretta alimentazione adeguata. Mentre tenere ghepardi in cattività non è certamente auspicabile né per l’animale né per il proprietario, è tuttavia sempre importante che si cerchi di insegnare una corretta alimentazione, uno stile di vita sano ed una progettazione delle strutture dove vivono. A nessuno piace sapere che un ghepardo è morto, sia in cattività che selvatico, visto che le popolazioni sono cosi’ ridotte.

Il commercio clandestino di animali da compagnia consiste nel catturare i cuccioli di ghepardo selvatici ed esportarli fino all’acquirente. La pratica della cattura ed esportazione dei cuccioli ha un impatto importante sulle popolazioni già drasticamente decimate.  Il ghepardo asiatico, già gravemente a rischio estinzione, che percorreva gli areali di 15 paesi dell’Asia Meridionale, comprese alcune zone della Penisola Arabica, è ormai ridotto ad un’ unica minima popolazione di meno di 100 individui. In Africa, la maggiore popolazione di ghepardi selvatici si trova nelle regioni australi, con appena poco piu’ di 4000 individui. Le popolazioni di ghepardi dell’Africa settentrionale, centrale ed occidentale sono ridotte a meno di 500 capi. In Africa orientale, meno di 2000 capi, di cui la maggior parte in Kenya, Tanzania ed Etiopia, vivono in piccole popolazioni frammentarie, e non collegate tra loro. E’ dal Corno d’Africa, regione dell’Africa orientale, che provengono i ghepardi sottratti alla natura che commercializzati illegalmente, non sopravvivono se non in pochissimi al viaggio verso gli acquirenti. Cio’ significa non solo che la popolazione di ghepardi viene ridotta drasticamente, ma che per portare sul mercato un solo individuo, se ne sacrificano almeno 5 durante il transito.

© CCF

Se questa nuova legge verrà varata negli Emirati Arabi Uniti, possiamo prevedere una riduzione delle importazioni e negli acquisti illegali di ghepardi. Noi auspichiamo che molti ghepardi in cattività verranno indirizzati a strutture adeguate e riceveranno le cure che meritano. Quanti siano i ghepardi recuperati, è ancora incerto. Siamo ansiosi di ottenere informazioni per ognuno dei ghepardi liberati cosicchè potremo classificarli nell’  International Cheetah Studbook, un registro di tutti i ghepardi in cattività gestito da me per il  World Association of Zoos and Aquariums (WAZA) fin dalla sua prima compilazione del 1988. Nel 2014, durante un viaggio negli Emirati, abbiamo collaborato alla formazione di veterinari e ricercatori per la raccolta di campioni di sangue, tessuti e sperma da conservare nelle banche dati. Questi campioni ci forniranno il DNA estratto dai campioni di sangue del ghepardo per determinare la sottospecie dell’animale. I campioni di sperma vengono depositati (congelati in azoto liquido) nelle cosiddette GRB, le banche delle risorse di genoma. I campioni in futuro saranno utili per incrementare e mantenere geni sani nelle popolazioni selvatiche ed in cattività.

Dati i cambiamenti comportamentali causati dalla convivenza con gli esseri umani, e talora a causa di problemi di salute che necessitano di cure di lungo termine, il rilascio in natura nella maggior parte dei casi non è possibile. Ne consegue che quando sequestrati negli Emirati, i ghepardi verranno inviati a zoo, centri di riabilitazione o in strutture private autorizzate. Con l’entrata in vigore della nuova legge, in attesa della firma da parte del Presidente Sua Altezza Serenissima Shaikh Khalifa Bin Zayed Al Nahyan, gli Emirati Arabi Uniti dovranno reperire gli alloggiamenti per un grande numero potenziale di ghepardi nel paese. I ricercatori del CCF saranno ben felici di collaborare con le agenzie degli EAU per fornire tutta l’assistenza del caso, per assicurare agli animali salute e accoglienza adeguate.

Laurie Marker, Fondatore e Direttore del Cheetah Conservation Fund

(traduzione di B.von Hoenning)

 



Il documentario che uscirà tra breve: Anteprima

Cari Amici, Eccovi un’anteprima del documentario che uscirà tra qualche tempo sulla lotta del ghepardo per la sopravvivenza. Buona visione!


Studio del genoma di ghepardo grazie a Chewbaaka

Gli scienziati del Cheetah Conservation Fund contribuiscono allo studio del genoma. Chewbaaka l’ambasciatore ghepardo ha fornito il suo genoma per la sequenzazione.

WASHINGTON, D.C. (10.12. 2015) – Il Cheetah Conservation Fund (CCF),organizzazione leader per la ricerca l’educazione e la conservazione dei ghepardi a lungo termine, in collaborazione con gli scienziati dell’Università Statale di San Pietroburgo,e la BGI-Shenzhen in Cina, sta formulando un’analisi dettagliata della sequenza del genoma di riferimento del ghepardo africano (Acinonyx jubatus). Pubblicata il 9 dicembre 2015 su Genome Biology, tale ricerca rappresenta uno dei progressi piu’ significativi sulla scienza dei ghepardi dei nostri tempi, come ha affermato la Fondatrice e Direttrice del CCF, la Dr. Laurie Marker, membro del gruppo di ricerca formato da 35 autori. Chewbaaka, l’ambasciatore piu’ conosciuto del CCF, un ghepardo maschio namibiano (ora defunto) ha fornito il genoma su cui si fonda lo studio.

“Sequenzare il genoma del ghepardo significa per noi far luce sulla comprensione del passato evolutivo della specie, e ci aiuta negli sforzi volti al supporto e all’incremento delle popolazioni di ghepardi nei loro habitat attuali e precedenti,” ha affermato la dr. Marker.” Capire la storia della migrazione dei ghepardi, le diminuzioni forzate (bottleneck) delle sue popolazioni, e la scarsa diversità genetica significa poter collaborare tra scienziati e conservazionisti per sviluppare strategie informate per tutelare la specie”.

Il Dr. Stephen O’Brien,la Dr. Laurie Marker and la Dr. Anne Schmidt-Kuntzel prelevano campioni biologici da Chewbaaka.

L’équipe ha sequenzato sette ghepardi, in primis Chewbaaka, e sei ghepardi della Namibia e della Tanzania. I loro risultati hanno evidenziato informazioni preziose sul ghepardo, dalla migrazione della specie dal Nordamerica fino all’habitat attuale africano, e a tutta una serie di “diminuzioni a collo di bottiglia” delle popolazioni che hanno talmente ridotto le stesse, da far si che si riproducessere tra consanguinei. Queste riproduzioni tra consanguinei (“inbreeding”), alcune delle quali si sono verificate fino a 100.000 anni fa,hanno provocato dei danni fisiologici e riproduttivi che la specie evidenzia ancor oggi. Diretti dal ricercatore dottorando Pavel Dobrynin dell’Università di San Pietroburgo e da Theodosius Dobzhansky, del Center for Genome Bioinformatics diretto dal Dr. Stephen O’Brien,Presidente Emerito del Consiglio di Amministrazione del CCF ,con il gruppo collabora anche la genetista della conservazione del CCF, la Dr. Anne Schmidt-Küntzel.

Chewbaaka era un orfano maschio arrivato cucciolo al CCF nel 1995, ad appena 10 giorni di età. Non era adatto ad essere rilasciato in natura data la giovane età, motivo per cui rimase permanentemente nella Riserva del CCF in NAmibia. Durante i suoi 16 anni di vita – la durata media dei ghepardi in natura – Chewbaaka ha contribuito ad educare migliaia di persone che hanno fatto visita al CCF e milioni di persone che lo hanno visto nelle sue numerose apparizioni in serie televisive e documentari. La sua immagine si trova nel Quartiere Generale del National Geographic di Washington, Distretto della Columbia, e il suo ruolo nello studio sul genoma ne conferma lo status di ghepardo iconico piu’ famoso mai vissuto.

La popolazione mondiale di ghepardi selvatici è crollata drammaticamente del 90% negli ultimi 100 anni, dovuta soprattutto al conflitto umani/animali selvatici e alla perdita di habitat. I problemi genetici quali la scarsa diversità genetica mettono a rischio la capacità di sopravvivenza della specie, e tale tendenza persisterà, in quanto i due terzi delle popolazioni esistenti sono talmente numericamente ridotte da causare la riproduzione tra consanguinei. Poichè meno di 10.000 sono gli esemplari rimasti in 22 paesi africani, e meno di 100 sono i ghepardi della sub-specie asiatica che si trovano solo in Iran, la popolazioe mondiale di ghepardi rischia fortemente l’estinzione.
“Anche se l’intervento dell’Uomo ha causato tanti problemi alla specie, gli umani hanno la capacità di cambiare il futuro del ghepardo. Quando 35 persone di talento con grande dedizione si uniscono per lavorare alle soluzioni possibili, c’è speranza di sopravvivenza per il ghepardo ,” afferma la Dr. Marker.

dr. Laurie Marker

dr. Laurie Marker e Chewbaaka

(Trad.B.v.Hoenning)