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Ecco i 5 cuccioli appena salvati! Recuperati dal #CCF!#Cheetah Cubs#rescued by#CCF!

Un breve video di Laurie Marker che documenta il salvataggio dei 5 cuccioli di 4 mesi circa che sono stati recuperati dal personale, dopo che la madre, purtroppo, è stata uccisa forse da cacciatori.

Attualmente i cuccioli stanno bene, crescono bene e non hanno problemi di nessun tipo.

Molto probabilmente non sarà possibile rimetterli in libertà data l’età, ma è presto per dirlo…

Buona giornata a tutti!

Ecco i 5 cuccioli salvati dal CCF!

Ecco i 5 cuccioli salvati dal CCF!


Our feelings expressed by Supporter Francesca Zirafi, CCF Sicily

The answer of our Member of Sicily, Francesca Zirafi, on our blog www.savethecheetahsalviamoigheardi.wordpress.com :

Since she expresses so well our feelings, I translated it and I want to share it with you all:

” It’s certainly a sad news that I read. Only a few days ago, I printed Zinzi’s poster knowing how important and iconic her life was as an example of CCF’s work. As a supporting Member I felt the joy to being able, even from a distance, to admire her by mean of a picture. Fighting Samantha is another example of what CCF does for the cheetahs. We must strongly hope to not let these beautiful animals be extinct and let everybody know the involvement of all those who participate in this cause. Thank you Zinzi, thank you Samantha for the great joy of being able to see you fight in your amazing beauty.

Francesca Zirafi, Supporting Member of CCF Italia – Sicily Area


Scarica il poster di ZINZI

http://cheetah.org/site/wp-content/uploads/2016/08/ZinziPoster.pdf


Zinzi – La Supermamma del CCF! RIP

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Una notizia triste: Zinzi e Samantha ci hanno lasciati…

 

di Eli Walker, Kate Vannelli

CCF BLOG

08.28.2016

Tutti noi che lavoriamo al CCF siamo molto rattristati dalla morte di due ghepardi molto cari al nostro cuore.  Zinzi, una femmina che è stata reintrodotta in natura ha allevato con successo i suoi piccoli nati allo stato brado,  seguita dai sostenitori del CCF nel corso dell’anno scorso, è morta in natura.  Samantha (cliccare per passare a  Samantha), una femmina nata in cattività che era stata recuperata da cucciola e che tanti sostenitori avevano adottato, è stata addormentata per le gravi condizioni di salute: non c’era possibilità di miglioramento. Leggete le loro storie qui sotto, scritte dal nostro personale che si è preso cura di  entrambe.

Zinzi

di Eli Walker

Anche se il CCF opera anche come rifugio di ghepardi, mantenere in cattività i ghepardi non è mai stato, nè mai sarà, il nostro obbiettivo. Nella misura del possibile, facciamo del nostro meglio per restituire i ghepardi alla natura, là dove è il loro posto. Questa procedura, tuttavia, è incredibilmente difficoltosa, e la stragrande maggioranza dei nostri ghepardi non sono adatti al rilascio in natura.

Il ghepardo selvatico, e soprattutto la femmina, ha vita molto dura.  Dal momento in cui lascia la madre e i suoi fratelli (sia maschi che femmine) vive per proprio conto. L’unico momento in cui ha contatti con altri ghepardi, è il momento brevissimo (un paio di giorni) in cui si accoppia o quando ha i cuccioli (mediamente, circa 18 mesi). Mentre si accoppia, mangiare o cacciare è impossibile, mentre quando ha i cuccioli, ha in media dalle quattro alle sei bocche da sfamare oltre a se stessa, e non riceve alcun aiuto dai suoi congeneri. Una volta che i cuccioli hanno raggiunto l’anno di età, iniziano ad assistere alla caccia, ma il piu’ delle volte sono piu’ un impedimento che un aiuto, in quanto spesso i loro atteggiamenti giocherelloni rovinano la caccia. I cuccioli migliorano le proprie capacità man mano che imparano dalla madre, ma nel momento in cui hanno affinato le loro tecniche, è il momento di abbandonare la mamma per iniziare da soli la propria vita, e per le femmine si ricomincia da capo. Per questo motivo si puo’ affermare che la femmina di ghepardo dipende quasi al 100% da se stessa, e per molti mesi della sua vita, ci sono i cuccioli che dipendono essi stessi da lei al 100%. Questo è il motivo per cui diciamo che le femmine di ghepardo sono Supermamme, e se si ha la possibilità di assistere di persona a questo processo, senza dubbio si deve convenire che è vero.

Nel 2011, il CCF ha recuperato un cucciolo  femmina di circa un anno.  Era stata catturata da sola, senza madre, nè fratelli, e trasportata al CCF. Essendo cosi’ giovane, fu chiaro fin da subito che poteva essere una buona candidata per il rilascio dopo pochi anni. Nel giugno del 2014, Zinzi è stata rimessa in libertà insieme ad un’altra femmina, Debra. Appena la cassa fu aperta, Zinzi si è data alla fuga in un lampo, e per sei mesi è letteralmente scomparsa. Fin dal primo giorno, Zinzi ha mostrato il suo spirito indipendente, e anche se non l’avevamo piu’ avvistata, sapevamo che stava bene dai segnali del collare satellitare che arrivavano piu’ volte al giorno. In  tal modo abbiamo controllato i resti delle prede che  aveva abbandonato. Poi, piu’ di un anno dopo che era stata liberata, Zinzi ha deciso di farsi vedere per la prima volta, e da quel momento in poi ha tollerato la nostra presenza ogni volta che andavamo a cercarla.

Nel marzo 2015, Zinzi ha messo al mondo la sua prima cucciolata. Sfortunatamente, solo tre mesi dopo  ha perso tutti i cuccioli, a causa di un leopardo, come evidenziavano le tracce che abbiamo trovato. E’ triste, ma le primipare spesso perdono i cuccioli a causa   di altri predatori. Nel settembre del 2015, Zinzi ha nuovamente messo al mondo un’altra cucciolata (riproducendosi poche settimane dopo la perdita dei cuccioli). Questa volta si è dimostrata un’ ottima madre, e noi del CCF abbaimo avuto il privilegio di poter assistere all’ educazione dei piccoli che imparavano ad essere ghepardi selvatici. L’abilità di Zinzi come madre è stata dimostrata piu’ e piu’ volte, e ci ha dimostrato che anche se era stata allevata in cattività, era in grado di vivere da ghepardo selvaggio. Piu’ volte ci ha sorpresi con i suoi successi che hanno contribuito ad affinare e confermare i protocolli dei nostri reinserimenti.

Il  13 agosto  2016, abbiamo dovuto dire addio a  Zinzi. Una sera, mentre si spostava con i suoi cuccioli, Zinzi ha incontrato un leopardo. Non sappiamo esattamente che cosa sia successo, ma a quanto pare il leopardo è riuscito a catturare ed uccidere Zinzi mentre difendeva i suoi cuccioli. Con il suo ultimo atto, Zinzi ha provato una volta di piu’ che è una supermamma, in quanto il giorno dopo abbiamo potuto verificare che i cuccioli erano salvi. Abbiamo immediatamente attivato un piano per catturare i tre cuccioli. A 11 mesi, non sarebbero in grado di sopravvivere, se lasciati a se stessi, ma come abbiamo fatto per la mamma, programmeremo il loro rilascio appena saranno abbastanza grandi da potersela cavare da soli. Anche se tutti noi siamo terribilmente addolorati dalla scomparsa di Zinzi, sappiamo che il suo lascito vive nei suoi tre cuccioli che ha allevato cosi’ bene. Il rilascio di Zinzi ha segnato un grande successo, e anche se la sua vita è terminata cosi’ prematuramente, la causa è stata naturale, e sarebbe potuta succedere a qualsiasi ghepardo  selvatico.

Samantha

di Kate Vannelli

Samantha è stata accolta al CCF nel 2003, insieme ai suoi due fratelli, un maschio e una femmina. Erano tenuti in cattività come attrazione per i turisti, e non erano stati alimentati correttamente, cosicchè avevano delle deformità ossee. A causa di mancanza di calcio, Samantha camminava appena, quando è arrivata al CCF. Anche se aveva un danno pelvico, è guarita grazie alle cure alimentari, pur rimanendo molto piccola di statura.

Samantha è stata un’ eccellente  lottatrice. Pur avendo le zampe corte, era sempre in prima linea all’inseguimento  del camioncino del pranzo, e faceva a gara con le sue compagne per ottenere il suo boccone di carne. Questo atteggiamento focoso si notava soprattutto mentre la si vedeva correre accanto al camioncino, perchè Samantha correva parallela alla vettura, fissando le gomme e ringhiando quasi a mostrare la sua supremazia.   Questa forte e piccola femmina, con le sue gambe corte e l’impeto di dimostrare chi era, piaceva a tutti nell’istante in cui la si incontrava. Era particolarmente amata, proprio perchè appena arrivata poteva a malapena camminare. Delle femmine in pensione, era la piu’ esuberante, e soffiava e ringhiava verso il recinto, sorprendendo i visitatori con i suoi salti all’indietro.

Sfortunatamente, come spesso accade nei ghepardi piu’ anziani,   Samantha soffriva di insufficienza renale. Ha raggiunto i 14 anni di età, che è un bel traguardo per un ghepardo, e ha vissuto da lottatrice, affiancandosi con un forte legame alle sue compagne, loro tutte,  contro il mondo. I ghepardi in cattività soffrono spesso di insufficienza renale, che è molto comune. Invecchiando, i loro reni smettono di funzionare normalmente. Si tratta di un processo lento o veloce, e ci sono cure che tendono a stabilizzzare la loro condizione generale, somministrando tra l’altro fluidi per via sottocutanea. Tuttavia, se l’insufficienza è di tipo cronico, non si puo’ fare molto per invertire il processo. Questo è un effetto collaterale di una vita lunga, vissuta in cattività, e a volte ne sono vittime i ghepardi non liberi. Samantha ha ricevuto le cure opportune, con fluidi sottocutanei, fino a quando è stata in grado di vivere relativamente bene. Abbiamo seguito con attenzione la sua salute in rapido declino,  e quando si è reso evidente che era giunta la sua ora, abbiamo praticato l’eutanasia nel suo ampio  recinto, vicino alla fedele compagna Amani, e si è addormentata pacificamente.    

Anche se ci costa molto dovere accomiatarci dai nostri ghepardi piu’ anziani, ci conforta il pensiero che Samantha ha vissuto intensamente ed a lungo, e se non fosse stato per le cure del CCF, non avrebbe superato la giovinezza, per arrivare fino agli ultimi giorni di vita. Ci mancherà il tuo fuoco, Samantha, era una fiamma ardente. 

P.S. Il CCF ha molti altri ghepardi piu’ anziani, e sfortunatamente, dobbiamo a volte condividere con voi la loro scomparsa. Speriamo nella vostra comprensione, e nella certezza che tutti sono accuditi e seguiti nel modo migliore possibile.

Pensate a fare una donazione, cosi’ da permettere al CCF di continuare a curare i nostri ghepardi in cattività e in libertà. Grazie!

Donate 


Comunicazione di Rossella Clai, Consigliera del CCF Italia: un altro incontro in Veneto!

Cari amici, vi comunico che quest’anno durante lo Young Festival di Albignasego sarà allestito nello spazio dedicato alle associazioni un info point del Cheetah Conservation Fund Italia, associazione italiana che si occupa di salvaguardia e tutela del ghepardo. Nelle ultime tre serate del 25/26/27 Agosto sarò infatti presente in piazza con il mio stand per farvi conoscere il CCF Italia e le sue attività in difesa del ghepardo un animale che purtroppo rischia l’estinzione. Per chi lo desidera, ci sarà la possibilità di aiutare concretamente i progetti di conservazione In Namibia attraverso l’iscrizione al CCF Italia oppure acquistando i vari gadget che troverete esposti come magliette, felpe, foulard, braccialetti e altro ancora.Dopo la conferenza di Ottobre in Villa Obizzi e la partecipazione a Marzo alla Giornata per la Natura e lo Sport, Albignasego ospita per la terza volta Il Cheetah Conservation Fund Italia.

Ringrazio Azzurra Eventi per avermi dato la possibilità di essere presente allo Young Festival con uno spazio espositivo che sono sicura sarà capace di attirare molte persone.

Io vi aspetto numerosi !!!

Grazie, Rossella Clai

I proventi saranno destinati al CCF Namibia.


Ecco il testo dell’articolo della dr. Laurie Marker su Huffington Post!

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Il Consiglio Federale Nazionale (FNC) degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha approvato un disegno di legge che determina il divieto di possedere ghepardi o altri animali esotici  domestici. Secondo un articolo pubbcato lo scorso luglio su  Gulf News , il FNC, che funziona in modo simile al Congresso degli Stati Uniti, sta attualmente rivedendo ulteriormente il disegno di legge, che oltre a regolamentare il commercio di animali da compagnia esotici e selvatici, afferma che i privati privi di licenza, in possesso di questi animali, dovranno consegnarli alle autorità competenti. Avendo collaborato con gli Emirati per aiutarli nella cura di ghepardi tenuti in cattività da privati, accogliamo con molto favore questa iniziativa. Sorge anche l’interrogativo: che ne sarà dei ghepardi tenuti attualmente in cattività negli Emirati? 

INSTAGRAM/HUMAIDALBUQAISH

Anche se i ghepardi non sono aggressivi né pericolosi per l’Uomo come altri grandi felini, si tratta di animali selvatici, inadatti ad essere domestici. Hanno bisogno di spazio per correre e fisicamente deperiscono se non possono fare esercizio, e se non sono nutriti correttamente. I ghepardi hanno necessità nutrizionali diverse da quelle degli animali domestici, che si sono evoluti nella condivisione della propria vita insieme all’Uomo. I ghepardi non si accontentano di sola carne in termini nutrizionali. La  ricerca del 2014, condotta dal CCF in collaborazione con scienziati del Central Veterinary Research Laboratory  di Dubai, dell’ Institute of Animal Nutrition di Zurigo e del  Center for Applied Biotechnology and Molecular Medicine di Zurigo, ha evidenziato che le carenze nutrizionali dovute ad alimentazione inadeguata ai ghepardi ed ad altri grandi felini possono condurre a problemi neurologici. Una dieta composta esclusivamente di carne di pollo o di carne rossa, e priva di un supplemento bilanciato in vitamine, minerali e calcio determina problemi neurologici compresi problemi alla vista, alla deambulazione e a gravi problemi di lungo termine, che infine sfociano anche nella morte.

Parte del nostro lavoro con gli Emirati consiste nell’educazione dei proprietari ad una corretta alimentazione adeguata. Mentre tenere ghepardi in cattività non è certamente auspicabile né per l’animale né per il proprietario, è tuttavia sempre importante che si cerchi di insegnare una corretta alimentazione, uno stile di vita sano ed una progettazione delle strutture dove vivono. A nessuno piace sapere che un ghepardo è morto, sia in cattività che selvatico, visto che le popolazioni sono cosi’ ridotte.

Il commercio clandestino di animali da compagnia consiste nel catturare i cuccioli di ghepardo selvatici ed esportarli fino all’acquirente. La pratica della cattura ed esportazione dei cuccioli ha un impatto importante sulle popolazioni già drasticamente decimate.  Il ghepardo asiatico, già gravemente a rischio estinzione, che percorreva gli areali di 15 paesi dell’Asia Meridionale, comprese alcune zone della Penisola Arabica, è ormai ridotto ad un’ unica minima popolazione di meno di 100 individui. In Africa, la maggiore popolazione di ghepardi selvatici si trova nelle regioni australi, con appena poco piu’ di 4000 individui. Le popolazioni di ghepardi dell’Africa settentrionale, centrale ed occidentale sono ridotte a meno di 500 capi. In Africa orientale, meno di 2000 capi, di cui la maggior parte in Kenya, Tanzania ed Etiopia, vivono in piccole popolazioni frammentarie, e non collegate tra loro. E’ dal Corno d’Africa, regione dell’Africa orientale, che provengono i ghepardi sottratti alla natura che commercializzati illegalmente, non sopravvivono se non in pochissimi al viaggio verso gli acquirenti. Cio’ significa non solo che la popolazione di ghepardi viene ridotta drasticamente, ma che per portare sul mercato un solo individuo, se ne sacrificano almeno 5 durante il transito.

© CCF

Se questa nuova legge verrà varata negli Emirati Arabi Uniti, possiamo prevedere una riduzione delle importazioni e negli acquisti illegali di ghepardi. Noi auspichiamo che molti ghepardi in cattività verranno indirizzati a strutture adeguate e riceveranno le cure che meritano. Quanti siano i ghepardi recuperati, è ancora incerto. Siamo ansiosi di ottenere informazioni per ognuno dei ghepardi liberati cosicchè potremo classificarli nell’  International Cheetah Studbook, un registro di tutti i ghepardi in cattività gestito da me per il  World Association of Zoos and Aquariums (WAZA) fin dalla sua prima compilazione del 1988. Nel 2014, durante un viaggio negli Emirati, abbiamo collaborato alla formazione di veterinari e ricercatori per la raccolta di campioni di sangue, tessuti e sperma da conservare nelle banche dati. Questi campioni ci forniranno il DNA estratto dai campioni di sangue del ghepardo per determinare la sottospecie dell’animale. I campioni di sperma vengono depositati (congelati in azoto liquido) nelle cosiddette GRB, le banche delle risorse di genoma. I campioni in futuro saranno utili per incrementare e mantenere geni sani nelle popolazioni selvatiche ed in cattività.

Dati i cambiamenti comportamentali causati dalla convivenza con gli esseri umani, e talora a causa di problemi di salute che necessitano di cure di lungo termine, il rilascio in natura nella maggior parte dei casi non è possibile. Ne consegue che quando sequestrati negli Emirati, i ghepardi verranno inviati a zoo, centri di riabilitazione o in strutture private autorizzate. Con l’entrata in vigore della nuova legge, in attesa della firma da parte del Presidente Sua Altezza Serenissima Shaikh Khalifa Bin Zayed Al Nahyan, gli Emirati Arabi Uniti dovranno reperire gli alloggiamenti per un grande numero potenziale di ghepardi nel paese. I ricercatori del CCF saranno ben felici di collaborare con le agenzie degli EAU per fornire tutta l’assistenza del caso, per assicurare agli animali salute e accoglienza adeguate.

Laurie Marker, Fondatore e Direttore del Cheetah Conservation Fund

(traduzione di B.von Hoenning)